I partecipanti a una tavola rotonda, organizzata sabato a Rabat, hanno esaminato le restrizioni alla libertà di espressione e della stampa mettendo in avanti proposte di riforme giuridiche suscettibili di garantire il diritto a una giustizia equa nei processi relativi alla stampa.
I relatori hanno sottolineato, durante questo incontro sulla libertà di espressione e quella della stampa organizzato dall'Associazione «Adala» (Giustizia) in partenariato con l'Unione europea e la Fondazione Friedrich Ebert, che la riforma della legge della stampa resta tributaria di una riforma politica generale e l'instaurazione di una democrazia reale, garantendo la libertà di espressione e della stampa.
Intervenendo in questa occasione, Omar Bendourou, professore alla Facoltà di diritto di Souissi-Rabat, ha affermato che non esiste finora alcuna legge organica che garantisca l'accesso all'informazione, sebbene ciò sia stato stipulato nella nuova Costituzione.
Il politologo ha passato in rassegna esempi e disposizioni adottate in diversi paesi a favore della libertà della stampa, e le misure in vigore in Marocco per la protezione delle autorità e di responsabili politici contro ogni critica, nonostante la nuova Costituzione stipuli che la libertà della stampa è garantita e non può essere limitata da alcuna forma di censura preliminare. Da parte sua, Mohamed Sassi, anch'egli professore universitario, ha suggerito la soppressione delle pene privative della libertà per i giornalisti, la semplificazione delle condizioni di pubblicazione, pur precisando la nozione di «diffamazione» e aggiustando le espressioni pompose che descrivono gli straripamenti di alcuni media.
Fornitore/Fonte : L.B, Libération