La 17ª edizione del festival Jazz au Chellah, che si terrà dal 13 al 17 giugno, mette in risalto gli incontri e la fusione, diventati il marchio di fabbrica di questo evento culturale annuale.
Quest'anno, è la diversità degli incontri che gli organizzatori hanno messo nel menu di questo festival che ha dato vita a una nuova forma di jazz che, mescolando i generi e diventando un luogo di meticciato degli artisti, tende a spazzare via meglio i pregiudizi, indica la delegazione dell'Unione europea, organizzatrice di questo happening.
"Ogni sera riserva la sua dose di sorprese e qualcosa di forte accade: è il momento dell'incontro", spiega Majid Bekkas, direttore artistico marocchino del festival.
In apertura, un incontro greco-marocchino in omaggio al Mediterraneo con il gruppo greco Kostas Theodorou, il cui jazz è intriso di accenti mediterranei e balcanici, che si unirà al quartetto di Simo Baazaoui, che si è evoluto nel mondo del flamenco e della musica ispanica.
Per tutta la durata di questo festival, presentato come una tribuna di dialogo tra nord e sud, saranno eseguiti mescolanze di stili e sonorità come quella che riunisce il quartetto di Pascal Schumacher a Ribab Fusion e l'incontro tra il gruppo belga Slang e Yacir Rami, musicista di oud influenzato dalle musiche tradizionali turche, irachene, arabo-andaluse, hassani, malhoun, che si esibirà per la prima volta in Marocco, accompagnato da Antoine Morineau, musicista persanofono che suona in numerose formazioni musicali.
L'incontro al vertice avrà luogo sabato 16 giugno, tra il quartetto spagnolo di Giulia Valle, contrabbassista rinomata della scena jazz catalana, e il "maestro" dell'Oud marocchino Saïd Chraïbi, un habitué del festival, per una prestazione "piena di emozione e sensibilità".
In chiusura, sarà il turno di due duetti: Andy Sheppard al sassofono e Jean Marie Machado al pianoforte incontreranno il Maalem Hamid Kasri accompagnato da Karim Ziad, habitué del Jazz au Chellah, ma anche direttore artistico del festival Gnaoua di Essaouira.
Gli artisti saranno raggiunti anche dai Gnaoua di Rabat per una serata in apoteosi di questo festival che, secondo la delegazione dell'UE a Rabat, "contribuisce alla concretizzazione di una dimensione culturale nuova aprendo il quadro di una sana cooperazione tra artisti".
Organizzato dal 1996 dalla delegazione dell'Unione europea in Marocco in collaborazione con il Ministero della Cultura e la wilaya di Rabat-Salé-Zemmour-Zaër, in collaborazione con le Ambasciate e gli Istituti culturali degli Stati membri dell'UE e la delegazione Vallonia-Bruxelles, il festival Jazz au Chellah è riuscito a diventare "un simbolo maggiore del partenariato tra l'Europa e il Marocco".
Fornitore/Fonte : MAP, Libération