Chi avrebbe immaginato che Abdelghafour Mohsine, alias Vigon, avrebbe ritrovato il pubblico di Rabat dopo mezzo secolo di assenza?
In effetti, è a Rabat dove è nato 72 anni fa, che si è rivelato prima di condurre una carriera di cantante e musicista in Francia e ovunque nel mondo.
Questa volta, Vigon è tornato alle origini: il rock'n'roll e il rhythm'n'blues, che si sono ritagliati un bel posto sulla scena del Teatro Mohammed V dove non si esibiva più da decenni.
«Come se fosse ancora ieri», constatava Vigon, molto emozionato, per evocare questo ritrovarsi con il pubblico della capitale e tutti i visitatori di Rabat alla fine della primavera, segnata dagli spettacoli a tutto campo nel quadro del Festival «Mawazine ritmi del mondo».
Il buon vecchio tempo è dunque tornato per l'uomo che percorreva le strade della Medina e del quartiere dell'Oceano agli inizi degli anni '60, e che ha ritrovato una nuova giovinezza. Quella che gli si conosceva con le prime orchestre della capitale, vale a dire i «Toubkals», i «Rolls» e i «Goldens Hands». Un'epoca che Vigon ricorda con nostalgia, lui che ha fatto, da allora, il giro del mondo.
Nel 1978 e subito dopo aver effettuato il suo pellegrinaggio, torna a stabilirsi nel Sud del Marocco e più precisamente ad Agadir.
Gli organizzatori del Festival «Mawazine» hanno così fatto prova di perspicacia inserendo il nome di Vigon nel loro repertorio in vista dell'edizione 2012. E non è senza amarezza che confessa di non essere mai stato sollecitato dagli organizzatori di festival in Marocco e in particolare nella città di Rabat.
Ha ormai tutte le ragioni per mostrare la sua soddisfazione. Lui che ha avuto la fortuna e il piacere di frequentare i grandi della musica: i Moody Blues, gli Yardbirds, Ronny Bind, Antoine, i Rolling Stones, Johnny Hallyday, ecc.
Senza dubbio la scomparsa di sua figlia in tenera età (25 anni) lo ha molto traumatizzato, non impedisce che il tempo di una serata, Vigon si sia riconciliato, nel modo più bello, con il pubblico di Rabat e senza dubbio anche con se stesso!
Fornitore/Fonte : Abdessalam Khatib, Libération