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Per il loro coinvolgimento presunto nella preparazione di atti di sabotaggio: Sei prevenuti collocati in detenzione preventiva

Il procuratore generale presso la Corte d'appello di Rabat ha affermato, martedì, che il giudice istruttore presso questa giurisdizione ha ordinato il collocamento in detenzione preventiva di sei individui per il loro coinvolgimento presunto nella preparazione di atti di sabotaggio che mirano a strutture portuali, barche e la sicurezza interna dello Stato.

Un comunicato della Procura precisa che i messi in causa sono ugualmente perseguiti per intralcio alla libertà di lavoro e partecipazione alla divulgazione del segreto professionale.

La stessa fonte ricorda che il procuratore generale presso questa Corte "ha ricevuto informazioni secondo le quali degli individui hanno perpetrato atti illegali di natura a portare attacco alla sicurezza interna dello Stato e agli interessi economici nazionali, a danneggiare strutture, porti e barche e a intralciare la libertà del lavoro al porto Tangeri-Med, un'arteria economica vitale del Regno che fa fronte a una concorrenza feroce di porti stranieri vicini".

I messi in causa, spiega il comunicato, si sono serviti di conflitti a carattere sociale che conosce Tangeri-Med, da mesi, i quali erano sul punto di paralizzare questa cinta, durante il mese di maggio scorso, dopo che degli impiegati del porto ebbero immobilizzato due navi con l'aiuto di gru, di cui alcuni a bordo hanno fatto ricorso alla forza e alla minaccia. Queste proteste hanno ugualmente impedito delle barche italiane contrattuali, supposte assicurare il trasporto di immigrati tra le due rive del Mediterraneo, e intralciato il movimento di tutte le barche a Tangeri-Med e al porto di Béni Ansar, prosegue il comunicato, affermando che questi atti sono stati commessi per "servire interessi personali, quelli di persone e imprese straniere concorrenti".

Secondo la stessa fonte, il procuratore generale presso la Corte d'appello di Rabat ha ordinato un'inchiesta su un gruppo di individui per il loro coinvolgimento presunto nella costituzione di una banda criminale in vista di sabotare strutture, porti e barche e di portare attacco alla sicurezza interna dello Stato, nonché nella partecipazione all'intralcio della libertà d'azione e la divulgazione del segreto professionale.

Sulla base di una commissione rogatoria, il giudice istruttore ha incaricato la Brigata nazionale della polizia giudiziaria di condurre investigazioni ai termini delle quali sette individui sono stati auditi, aggiunge il comunicato, precisando che sei messi in causa sono stati collocati in detenzione preventiva. L'inchiesta su questo affare è sempre in corso.

Fornitore/Fonte : MAP, Libération


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