• Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 18:00
 0 commento.  Pubblicato da Y. A., Le Matin

Entro due anni, gli abitanti di Rabat non troveranno più dove seppellire i propri morti

È ormai una delle problematiche più complesse che la città di Rabat e la sua consorella Salé dovranno affrontare. I cimiteri della capitale del Regno hanno sempre più difficoltà ad accogliere i defunti. Di giorno in giorno, lo spazio concesso ai cimiteri all'interno della città si restringe e il comune sta già lanciando l'allarme. Secondo il vicesindaco di Rabat, Abdelmouniim Madani, entro due anni gli abitanti della città non troveranno dove seppellire i propri morti. In nome quindi di un triplice interesse di igiene, razionalità urbana e inadeguatezza dei cimiteri al tessuto urbano denso, gli attori locali si stanno attualmente concentrando sulla concezione di un nuovo approccio per gestire questo servizio, poiché bisognerà innanzitutto rispettare un ordine urbano difficile. «Prima di riflettere sulla creazione di un cimitero, bisognerà innanzitutto designare il luogo giusto richiesto per non dover cambiare l'orientamento e la vocazione dello spazio», sottolinea M. Madani. In effetti, è chiaro che l'esistenza di un cimitero in un determinato luogo frenerà lo sviluppo di quella regione e ostacolerà la creazione di attività a carattere commerciale o turistico. L'esempio più concreto è quello dei terreni situati in prossimità della tomba di Sidi Benacher a Salé, che sono stati a lungo ambiti da aziende private. Non appena queste ultime hanno manifestato la volontà di creare uno spazio verde e di svago dove ogni riferimento alla morte fosse occultato, sono sorte numerose opposizioni a questo progetto. Gli abitanti hanno mostrato molto scetticismo, per paura che il luogo perdesse la sua identità se la zona fosse stata aperta a usi multipli. La città si trova quindi di fronte a una vera sfida, poiché bisognerà optare per uno dei due scenari attualmente possibili. Il consiglio comunale dovrà scegliere: creare un grande cimitero in una zona periurbana, ovvero in un altro comune, situato lontano da Rabat, come Aïn Aouda. Ma questa idea di delocalizzazione non sarà senza conseguenze, poiché potrà incontrare una forte resistenza, sia da parte degli abitanti, le cui pratiche verrebbero fortemente modificate, sia da parte di alcuni eletti della città, che desiderano creare o preservare cimiteri di prossimità o ancora crearne uno; e ciò riporta alla seconda scelta. Il vicesindaco di Rabat propone, in questo quadro, di eleggere la cintura verde, situata al limite di ogni città, come luogo per accogliere questo luogo di inumazione. «Se si opta per questo scenario, l'urbanizzazione della città sarà protetta e il nuovo cimitero sarà ben posizionato in uno spazio accogliente e verdeggiante, come avviene negli altri paesi», indica M. Madani. In attesa quindi che venga risolta questa questione, il cimitero si ritrova dunque al centro di un conflitto tra la logica dell'azione pubblica, che desidera allontanarlo dal suo ancoraggio tradizionale, i fondamenti religiosi, che frenano questi tentativi ma talvolta vi si adattano, e le pratiche degli abitanti, per i quali il cimitero rimane un luogo di prossimità e di socialità vissuto in modo collettivo e simbolico.


I vincoli per Rabat

I cimiteri a Rabat e nella sua consorella Salé sono purtroppo segnati da una forte densità di tombe e sono ora raggiunti e circondati dall'espansione urbana. In attesa di progetti a più lungo termine, l'amministrazione mette innanzitutto l'accento sulla lotta contro l'aspetto informale dei cimiteri instaurando nuove regole di organizzazione e di controllo dello spazio. In effetti, il consiglio comunale sottolinea la necessità di installare recinzioni, muri e porte, di procedere a un controllo delle inumazioni e dei passaggi all'interno del cimitero. Uno degli eletti al consiglio comunale di Rabat ricorda che bisogna «lottare contro l'anarchia con recinzioni e il controllo del custode. Bisogna obbligarlo a inumare con un permesso, servono allineamenti, perché, in città, non si seppellisce come in campagna, dove i vincoli di ordine amministrativo, regolamentare o fondiario sono meno forti», indica un eletto.

Fornitore/Fonte : Y. A., Le Matin


Y. A., Le Matin
Fornitore/Fonte :

Y. A., Le Matin

Le Matin (anciennement nommé Le Matin du Sahara et du Maghreb) est un quotidien marocain publié en français, présentant des actualités nationales et internationales ainsi que des informations pratiques. C'est le journal officieux du palais royal marocain.

Rabat