I marocchini espulsi dall'Algeria hanno esortato il governo, giovedì a Rabat, ad agire per prendere le misure necessarie per rendere loro giustizia. Durante una conferenza stampa organizzata congiuntamente dalla Lega marocchina per la difesa dei diritti umani e dall'Associazione per la difesa dei marocchini espulsi dall'Algeria (ADMEA), hanno chiesto di utilizzare tutti i mezzi diplomatici e giuridici disponibili presso la comunità internazionale, invece di accontentarsi dei meccanismi di dialogo bilaterale che obbediscono a calcoli politici.
Hanno inoltre insistito sulla necessità di restituire tutti i beni dei marocchini espulsi dall'Algeria nel 1975 e di indennizzarli per il danno (materiale e morale) subito.
Le due associazioni hanno anche chiesto scuse esplicite da parte dello Stato algerino e l'apertura delle frontiere tra i due paesi, confermando al contempo la loro mobilitazione per garantire un seguito e un accompagnamento di questo dossier.
L'ADMEA e la Lega marocchina per la difesa dei diritti umani hanno ricordato che l'Algeria aveva espulso 45.000 marocchini, tra cui donne, bambini e anziani, in condizioni disumane, violando la loro dignità e impedendo loro persino di portare con sé bagagli, documenti d'identità e documenti amministrativi personali.
Fornitore/Fonte : Libération