Le organizzazioni sindacali hanno celebrato mercoledì a Rabat la festa del lavoro, perorando per il miglioramento delle condizioni socio-economiche della classe lavoratrice e la preservazione del suo potere d'acquisto e dei suoi diritti.
Durante diversi meeting organizzati in questa occasione, i sindacati hanno chiamato il governo a garantire le libertà sindacali, a rispettare il diritto di sciopero rinunciando a qualsiasi prelievo sui salari degli scioperanti e ad attuare tutte le disposizioni dell'accordo del 26 aprile 2011.
In questo quadro, l'Unione marocchina del lavoro (UMT) ha espresso il suo rifiuto della politica di "austerità" adottata dal governo, mettendo in guardia contro le sue ripercussioni sulla classe operaia.
Dopo aver denunciato l'attentato alle libertà sindacali e ai diritti dei salariati, l'UMT ha affermato di aver deciso di boicottare la riunione del dialogo sociale che era prevista lo scorso 27 aprile, per protestare contro il rifiuto dell'esecutivo di attuare alcune disposizioni dell'accordo del 26 aprile 2011, con il pretesto dei vincoli della crisi economica.
Il sindacato si è anche sollevato contro i prelievi sui salari degli scioperanti, qualificando questa misura come "incostituzionale".
La Confederazione democratica del lavoro (CDT), ha perorato, dal canto suo, durante un meeting organizzato sotto il segno "Maggiore mobilitazione per raccogliere tutte le sfide", per premunire le libertà sindacali e trattare le questioni in sospeso "con lucidità e serietà", il "governo tendendo a calpestare l'esercizio dei diritti sindacali e ad annientare le conquiste della classe lavoratrice".
I sindacalisti della CDT hanno anche chiamato il governo ad affrettare il ritmo delle riforme e dei progetti di sviluppo socio-economico, a dare corpo alle disposizioni dell'accordo del dialogo sociale, concluso il 26 aprile 2011, e a fare delle centrali sindacali "dei partner essenziali" nella gestione della cosa pubblica, su un piede di uguaglianza con il Patronato.
Per la sua parte, il segretario nazionale aggiunto dell'Unione nazionale del lavoro in Marocco (UNTM), Abdelilah Hanoudi, si è rallegrato delle conquiste realizzate a profitto della classe lavoratrice in particolare l'attuazione di diverse disposizioni dell'accordo del 26 aprile 2011, a dispetto della congiuntura economica e finanziaria difficile.
Tra queste conquiste, il responsabile sindacale ha citato in particolare l'applicazione di un aumento generale di 600 DH dei salari, la rivalutazione a 1.000 DH della pensione minima della pensione e il mantenimento del sostegno alla cassa di compensazione.
Ha peraltro espresso la sua adesione ai diversi cantieri di riforma iniziati dal governo tra cui le riforme della cassa di compensazione, della pensione e della fiscalità.
Pur insistendo sulla necessità di preservare le conquiste già realizzate, l'UNMT chiama il governo a dispiegare maggiori sforzi per soddisfare le altre rivendicazioni legittime della classe operaia, tra cui il proseguimento dell'attuazione dell'accordo del 26 aprile e l'istituzionalizzazione del dialogo sociale attraverso la tenuta in particolare della commissione nazionale del dialogo, ha aggiunto.
L'accento è stato anche posto sulla necessità dell'instaurazione effettiva di un'indennità per perdita di impiego, della revisione globale dello statuto generale della funzione pubblica, nonché di altri testi legati al miglioramento delle condizioni sociali, materiali e professionali della classe lavoratrice.
Per la sua parte, l'Organizzazione democratica del lavoro (ODT) ha chiamato il governo ad attuare le disposizioni della Costituzione che prevedono la lotta contro le disparità sociali e la promozione della giustizia sociale attraverso una ripartizione equa della ricchezza.
In un'allocuzione, il segretario generale dell'ODT, Ali Lotfi ha reclamato una vera revisione del sistema finanziario e bancario nazionale, una riforma globale del sistema fiscale attraverso l'annullamento di tutte le esenzioni non giustificate, la lotta contro l'evasione fiscale e l'economia di rendita, l'instaurazione di una tassa sulla fortuna e la rifusione della cassa di compensazione.
L'ODT ha insistito anche sulla necessità di rispettare le libertà sindacali, di rivedere il regime di pensione, di generalizzare la copertura sociale per i salariati del settore privato, le professioni liberali, i commercianti e gli artigiani.
Ha perorato anche per un'adesione ai grandi cantieri di riforma relativi alla decentralizzazione attraverso la regionalizzazione avanzata, pur rivedendo l'attuale suddivisione regionale.
Fornitore/Fonte : MAP, Aujourdhui.ma