I partecipanti a un convegno organizzato, venerdì a Rabat, in occasione della giornata mondiale senza tabacco (31 maggio), hanno perorato la moltiplicazione delle restrizioni nei confronti dell'industria e del commercio del tabacco, al fine di limitare la propagazione del tabagismo tra i giovani.
All'apertura di questo incontro di due giorni, iniziato dal Centro di studi e ricerche sulle droghe e l'ambiente (CERDE) sotto il tema "Tutti contro l'industria del tabacco", i conferenzieri, specialisti, universitari, attori della società civile, insegnanti e allievi, hanno chiamato ad applicare la legge che vieta di fumare nei luoghi pubblici, ad aumentare il prezzo della sigaretta per limitarne il consumo e a vietare la vendita dei prodotti del tabacco ai bambini e adolescenti.
La sensibilizzazione ai pericoli del tabacco, attraverso azioni regolari, al posto delle campagne stagionali il cui effetto è limitato, la mobilitazione di tutti i mezzi atti a permettere di toccare il massimo delle categorie sociali, in particolare i giovani e la focalizzazione sulla famiglia e la scuola in quanto primi baluardi contro le cattive abitudini che favoriscono questo flagello, figuravano anche tra i punti sollevati dai partecipanti a questo convegno, iniziato in collaborazione con l'Università Mohammed V-Agdal e la Lega marocchina di lotta contro il diabete.
In questo senso, i diversi intervenuti hanno messo l'accento sull'importanza di condurre un lavoro concertato, coinvolgendo i dipartimenti interessati (Salute, Istruzione, Insegnamento superiore) e le ONG e di favorire un approccio pedagogico basato sull'apprendimento tra pari, in quanto metodo efficace per assicurare una larghissima presa di coscienza della gravità di questo fenomeno tra i giovani.
"Nella questione del tabagismo, ci sono due parti: Gli industriali che traggono profitti colossali da questo commercio e usano la loro potenza per promuoverlo e preservarlo e i consumatori che ne subiscono gli effetti nefasti", ha sottolineato, alla MAP, Mohamed Soufi, presidente del CERDE, aggiungendo che "le multinazionali, che sono così una parte in causa in questa problematica, devono assumersi la loro responsabilità nella riparazione dei danni che causano ai consumatori".
A difetto di poter eliminare completamente l'industria del tabacco, è importante di frenare la vendita dei suoi prodotti, ridurre il suo fatturato e, così, minimizzare i danni che causa alla salute pubblica e all'ambiente, ha detto, chiamando, in questo quadro, all'attuazione delle legislazioni nazionali e convenzioni internazionali che trattano questo fenomeno, in particolare la convenzione-quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta antitabacco.
L'apertura di questo incontro è stata segnata, inoltre, dalla firma di accordi di cooperazione tra il CERDE, da una parte, e l'Università Mohammed V-Agdal e la Lega marocchina di lotta contro il diabete, dall'altra, portanti, tra l'altro, sulla promozione delle azioni di sensibilizzazione e di formazione destinate agli ambienti scolastico e universitario.
Diversi temi saranno affrontati durante questo incontro, animato da specialisti, ma anche da allievi di istituti rilevanti dell'accademia d'educazione di formazione di Rabat.
Si tratta degli effetti del tabagismo sui sistemi cardiovascolare e respiratorio e la pelle, la donna e il tabagismo, i giovani e la sigaretta, la legislazione marocchina che vieta di fumare nei luoghi pubblici, l'apporto della società civile e il ruolo delle multinazionali.
La giornata mondiale senza tabacco è celebrata ogni anno il 31 maggio dal 1988, sotto l'egida dell'OMS, con lo scopo di promuovere una presa di coscienza globale sui pericoli del tabacco per la salute dei consumatori come del loro entourage.
Nel 2013, questa Giornata è incentrata sul divieto della pubblicità a favore del tabacco, della promozione e della sponsorizzazione in vista, in particolare, di proteggere i giovani.
Secondo l'OMS, la maggior parte dei consumatori di tabacco cade in questa dipendenza mortale prima dell'età di 20 anni. Gli studi indicano che un terzo circa dei giovani che provano il tabacco lo fanno perché sono stati esposti alla promozione di questo prodotto.
Fornitore/Fonte : MAP, aufaitmaroc.com