Come previsto, la sesta edizione del Meeting internazionale Mohammed VI di atletica è stata coronata da un pieno successo: buoni tempi e un pubblico numeroso che ha potuto vedere da vicino tutta una serie di pezzi da novanta che si sono spostati al Complesso Moulay Abdellah a Rabat per prendere parte a questa 8ª tappa del circuito IAAF World Challenge.
Visti gli atleti impegnati, è la gara dei 100 m, prova regina dei meeting, ad aver rubato la scena. Una gara in cui tutti si aspettavano un altro colpo di scena dell'americano Justin Gatlin che, giovedì scorso a Roma, aveva battuto Usain Bolt, facendogli subire il suo terzo rovescio dal 2008. Solo che a Rabat, è il campione d'Europa, il francese Christophe Lemaître, ad essersi distinto nel modo migliore, entrando in pole position con un tempo di 9 sec 98. Un tempo eccellente ma che ahimè non è stato omologato a causa di un forte vento che soffiava a 2,9 m/s.
Una vittoria fortemente apprezzata da Lemaître che ha fatto sapere in una dichiarazione riportata dall'AFP che «una cattiva messa in azione e un buon finale che mi ha permesso di recuperare Gatlin negli ultimi cinque metri, è il riassunto della gara». E di aggiungere: «Sono sulla scia del mio buon inizio di stagione. Nonostante questa partenza, sono riuscito a restare in gara. Batto Gatlin, medaglia di bronzo ai Giochi di Londra (dopo una sospensione per doping di 4 anni, ndr), e Kim Collins (di St Kitts e Nevis, 3° in 10.10)».
Gatlin ha corso in 10 sec 02, mentre i marocchini Aziz Ouhaddi e Abdelghani Zghali hanno terminato rispettivamente 4° in 10 sec 19 e 8° in 10 sec 60.
Se Ouhaddi ha mancato il podio sui 100 m, sui 200 m è stato all'altezza. Allineato accanto a velocisti di livello medio, è riuscito a tagliare il traguardo per primo con un tempo di 20 sec 59, con un vento ancora una volta favorevole (3,1 m/s).
Il velocista marocchino ha preceduto Mosito Lehata del Lesotho (20 sec 63) e il belga Jonathan Borlee (20 sec 64).
La seconda vittoria marocchina nel quadro dei signori è da mettere al conto di Fouad El Kaam sui 1500 m, succedendo così al suo connazionale Abdelaâti Iguider che ha dichiarato forfait a questo meeting per causa di stanchezza. El Kaam ha stabilito un tempo di 3 min 34 sec 68, prendendo il meglio sul tedesco Carsten Schlangen (3 min 35 sec 07) e il keniota Collins Cheboi (3 min 35 sec 45).
Questa gara ha visto la partecipazione di sette atleti del territorio che si sono accontentati di modesti posti: Yassine Bensghir (7° in 3 min 31 sec 11), Mohamed Moustaoui (8° in 3 min 36 sec 56), Zakaria Maazouzi (9° in 3 min 37 sec 40), Mohammed Tiaouli (10° in 3 min 38 sec 13), Ahmed Mainy (11° in 3 min 38 sec 62), Badr Rassioui (12° in 3 min 38 sec 71) e Sadik Mikhou (14° in 3 min 40 sec 18).
La prova dei 3000 m siepi è stata corsa su basi elevate con un Hamid Ezzine che ha avuto terribilmente sfortuna. Si è classificato secondo con un tempo di 8 min 13 sec 27, affermando che «questa prestazione mi permetterà di disputare le prossime competizioni con un morale elevato», riporta la MAP. È stato battuto allo sprint dal francese Yoann Kowal che aveva ancora energia nelle gambe all'avvicinarsi del traguardo, chiudendo i giri di pista in 8 min 12 sec 53.
Il terzo gradino del podio è stato calpestato dall'etiope Gary Roba che ha corso in 8 min 14 sec 39, mentre i marocchini Jaouad Chemlal, Mohamed Boulama, Mountacer Zaghou e Jamal Chatbi si sono classificati rispettivamente 6° (8 min 19 sec 22), 8° (8 min 23 sec 09), 10° (8 min 23 sec 84) e 13° (8 min 25 sec 37).
Nella gara dei 5000m, il keniota Thomas Pkemei Longosiwa si è aggiudicato il primo posto in 13 min 03 sec 58, seguito dal burundese Aweke Ayalew (13 min 05 sec 00) e dal marocchino Aziz Lahbabi (13 min 09 sec 45).
Quanto agli altri atleti del territorio allineati in questi 5 km, la loro classifica è stata la seguente: Othmane El Goumri 5° (13 min 13 sec 72), Younès Essalhi 7° (13 min 16 sec 07), Soufiane Bouqantar 10° (13 min 20 sec 98) e Jamal Hitrane 14° (13 min 35 sec 20).
Proprio come i 100 m, i 400 m hanno riunito grandi nomi della disciplina. A cominciare dall'americano, triplo campione del mondo, LaShawn Merrit, vincitore in 45 sec 22, davanti al suo connazionale Joshua Mance (45 sec 65) e al britannico Nigel Levine (45 sec 86). La star americana Jeremy Wariner ha terminato 5° (46 sec 06) e il marocchino Mustapha Ghazlana 8° (48 sec 81).
Negli 800 m, il primo rango è stato a favore dell'etiope Mohamed Aman (1 min 44 sec 37), davanti all'americano Duane Solomon (1 min 44 sec 91) e al keniota Anthony Chemut (1 min 45 sec 48), sapendo che i marocchini Samir Jamma e Nadir Benhanbel hanno terminato rispettivamente al 6° (1 min 46 sec 88) e al 7° (1 min 46 sec 97) posto.
Per quanto riguarda le prove tecniche, la logica è stata rispettata con la vittoria nel salto in alto dell'ucraino Bohdan Bondarenko, che ha superato un'asticella posta a 2,28 m, davanti all'italiano Silvano Chesani (2,28 m) e al botswano Kabelo Kgosiemang (2,25 m).
Nel lungo, è lo spagnolo Euysebio Caceres ad aver sorvolato i dibattiti, imponendosi dopo un salto misurato a 8,22 m. Ha preceduto i greci Louis Tsatoumas (8,02 m) e Yeoryios Tsakonas (7,87 m), nel momento in cui il marocchino Hicham Douiri ha terminato 5° con un salto di 7,61 m.
Nel lancio del disco, il trio vincente è stato composto, nell'ordine, dallo spagnolo Mario Pestano (65,79 m), dal turco Ercment Olgundeniz (62,96 m) e dal polacco Przemyslaw Czajkowski (62,14 m). I marocchini Nabil Kiram e Kamal Omrani non hanno potuto fare meglio dell'8° (52,75 m) e del 9° (49,71 m).
Al pari dei signori, tra le signore, la gara di punta è stata i 100 m, vinta a mani basse dalla giamaicana Kerron Stewart (11 sec 24), precedendo la gabonese Ruddy Zang Milama (11 sec 29) e l'americana Tori Bowie (11 sec 31). La marocchina Yamina Hjaji, che ha scoperto cos'è l'alto livello, ha terminato buon ultima in 12 sec 26.
Negli 800 m, Siham Hilali è stata superata sul filo di lana agli ultimi metri, terminando seconda in 2 min 00 sec 20, dietro la russa Ekaternia Poyistogova (1 min 59 sec 80). Nonostante il fatto di essere stata superata sul filo, Hilali si è mostrata ampiamente soddisfatta e c'è da esserlo nella misura in cui ha migliorato il suo marchio personale di due secondi (2 min 02 sec 04). Ha affermato a questo proposito alla MAP: «Sono contenta di aver potuto migliorare la mia prestazione personale in previsione delle prossime scadenze». E di rincarare: «La mia specialità è i 1500 m e ho preferito correre sugli 800 m su consiglio del mio allenatore, dopo le tre gare che ho disputato recentemente, di cui l'ultima risale a giovedì scorso al meeting di Roma».
Il 3° posto di questo doppio giro di pista è stato anche russo grazie a Yekaterina Kupina (2 min 00 sec 45), mentre Manal El Bahraoui ha fatto 9ª (2 min 05 sec 57) e Khadija El Mossaoui 10ª (2 min 06 sec 20). Malika Abbakil non ha potuto finire la gara per il fatto che ha giocato il ruolo di lepre.
Nei 1500 m, le Halima Hachlaf (5ª in 4 min 06 sec 69), Btissam Lakhouad (6ª in 4 min 07 sec 97), Rabab Arafi (8ª in 4 min 09 sec 19), Sanaa Elothmani (10ª in 4 min 10 sec 92), Malika Akkaoui (11ª in 4 min 11 sec 37) e Ibtissam Ait Etbatoul (12ª in 4 min 14 sec 92) si sono accontentate di piccole prestazioni. Ed è la keniota Hellen Onsando Obiri ad aver avuto l'ultima parola, coprendo la distanza in 4 min 03 sec 55.
I 3000 m siepi sono stati una delle gare più spettacolari, con un duello al traguardo vinto allo sprint dall'etiope Hiwot Ayalew che ha onorato il suo status di favorita (9 min 18 sec 72), superando la keniota Ludia Chepkurui che ha creduto un momento che la sua punta di velocità le avrebbe permesso di tagliare il traguardo per prima (9 min 18 sec 77).
È stata una gara su una cadenza sostenuta, un ritmo che non hanno potuto seguire le atlete del posto, Kaltoum Bouaasarya (6ª in 9 min 33 sec 94), Salima El Ouali (7ª in 9 min 37 sec 48) e Fadwa Sidi Madane (10ª in 9 min 51 sec 50).
Nei 400 m ostacoli, il primo posto è tornato alla rumena Angela Morosanu (54 sec 37), mentre le marocchine Hayat Lambarki e Lamia Lhabze si sono classificate rispettivamente 5ª (56 sec 92) e 7ª (57 sec 61).
Infine nel salto triplo, è l'ucraina Hanna Knyazyeva ad essersi imposta con un marchio di 14,29 m, mentre la marocchina Jmaa Chnaik ha chiuso la fila (12,83 m). Nel giavellotto, è la tedesca Linda Stahl ad aver lanciato più lontano, raggiungendo 60,34 m.
La pagina della 6ª edizione del Meeting internazionale Mohammed VI girata, viva la settima la prossima stagione. E questo, in attesa del 2015, anno che dovrebbe vedere il meeting marocchino integrare il circolo della Diamond League.
L'edizione continentale a Marrakech
Il contratto relativo all'organizzazione dei 19esimi campionati d'Africa di atletica senior a Marrakech dal 10 al 14 agosto 2014 è stato firmato domenica a Rabat tra il ministero della Gioventù e dello Sport, la Federazione reale marocchina (FRMA) e la Confederazione africana di atletica (CAA).
"Questa edizione servirà da preparazione agli atleti africani per la prossima Coppa continentale prevista il 13 e 14 settembre 2014 nella città ocra", ha fatto sapere Abdeslam Ahizounh, presidente della FRMA, aggiungendo "Prometto una bella organizzazione della 19esima edizione dei campionati d'Africa a Marrakech".
Fornitore/Fonte : Mohamed Bouarab, Libération