La seconda edizione dell'opera ''Quei primi giorni a Rabat'' dello scrittore e giornalista sudanese Talha Jibril è appena uscita.
In questo libro di 144 pagine, lo scrittore rievoca con nostalgia, gli inizi di un viaggio pieno di peripezie e di colpi di scena che aveva effettuato da Khartoum verso Rabat, mentre era ancora studente. Questa avventura che doveva essere un transito limitato nel tempo, ha finalmente condotto Talha Jibril a stabilirsi definitivamente in Marocco da ormai quattro decenni.
La storia inizia con l'atterraggio di un aereo sulla pista dell'aeroporto di Casablanca. A bordo, un gruppo di studenti che desiderano proseguire i loro studi nelle università marocchine. Talha Jibril, lo studente ''straniero'', dovrà far fronte a una realtà nuova, parla certamente arabo, ma non capisce una parola del dialetto marocchino. Tuttavia, questo non tarderà a guadagnare il suo primo salario al giornale ''Al Mitaq'' di un importo di 1000 dirham, portandolo a pavoneggiarsi per le strade di Rabat come un ''Onassis sudanese'', prima di trovare una via più stabile grazie al defunto Abdeljabbar Shimi, che lo inviterà a raggiungere il quotidiano ''Al Alam''.
Scopre allora una società e uno spazio di cui non conosce nulla, ma scopre anche la gioia di integrare finalmente l'ambiente di lavoro. Lo scrittore rievoca in modo limpido e con un grande senso del dettaglio, questi eventi del passato, con giornate talvolta piene di gioia, talvolta macchiate di dolore legato a una situazione finanziaria e sociale difficile, un dolore che richiede una pazienza a tutta prova, e una volontà che non si indebolisce. Grazie a ciò, Talha Jibril riuscirà finalmente ad affermarsi e a salire i gradini fino a raggiungere la stabilità sociale e il comfort professionale.
Talha Jibril è nato alla fine degli anni cinquanta nella regione di Mori (al nord del Sudan).
Fornitore/Fonte : MAP, Libération