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Sit-in a Rabat contro le violazioni dei diritti umani da parte del Polisario

Il Collettivo delle famiglie dei dispersi e dei sequestrati marocchini nelle prigioni di Tindouf ha organizzato, giovedì davanti alla sede del Consiglio nazionale dei diritti umani a Rabat, un sit-in per denunciare e svelare le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime algerino e dal Polisario nei confronti dei marocchini, in particolare i sequestrati di Tindouf.

Questo sit-in, che ha visto la partecipazione di attori associativi ed ex sequestrati di Tindouf, interviene nel quadro di un piano d'azione nazionale e internazionale volto a mettere a nudo le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime algerino e dal Polisario nei confronti di civili e militari marocchini.

"Attraverso questo sit-in, le famiglie dei sequestrati nelle prigioni di Tindouf mostrano la loro fedeltà e il loro attaccamento all'integrità territoriale", ha dichiarato alla MAP il presidente del Collettivo delle famiglie dei dispersi e dei sequestrati marocchini nei penitenziari di Tindouf, Miloud Khalil. Quest'ultimo ha rilevato l'importanza di sostenere la società civile e di consolidare il suo ruolo nella diplomazia parallela, in vista di illuminare l'opinione pubblica internazionale sulle violazioni dei diritti umani commesse nei campi di Tindouf.

Da parte sua, Mohamed Ouadahi Ben Mohammed Salem, ex detenuto del Polisario, ha fatto sapere che è giunto il momento di informare le Nazioni Unite e gli attivisti dei diritti umani della situazione che prevale nei campi di Tindouf.

M. Ouadahi, che proviene dalla tribù Oulad Bousbaâ del Sahara marocchino, ha svelato le torture che ha subito lui stesso e che vengono inflitte impunemente ai detenuti, precisando che alcuni sequestrati hanno trovato la morte senza che le loro famiglie potessero recuperare le loro spoglie.

Ha affermato, a tale riguardo, il coinvolgimento del regime algerino in queste violazioni, aggiungendo che la proposta marocchina di autonomia delle province del Sud è l'unica soluzione politica al conflitto fittizio attorno al Sahara.

Da parte sua, la moglie di un disperso della guerra del Sahara ha evocato le sofferenze delle famiglie dei dispersi che desiderano, almeno, conoscere la sorte dei loro cari, invitando il regime algerino ad assumersi le proprie responsabilità in materia.

Il Collettivo delle famiglie dei dispersi e dei sequestrati marocchini nelle prigioni di Tindouf ha organizzato, il 25 ottobre scorso, un incontro per gettare luce sulla sofferenza delle vittime delle violazioni dei diritti umani commesse dal Polisario nei campi di Tindouf e presentare testimonianze di alcune vittime e delle loro famiglie.

I partecipanti a questo incontro hanno sottolineato le flagranti violazioni dei diritti umani, invitando gli organismi internazionali ad agire in maniera urgente per porre fine a questi atti criminali.

Il Polisario è un movimento separatista creato, ospitato e finanziato dall'Algeria dal 1975. Questo movimento di mercenari ostacola ogni soluzione del conflitto attorno al Sahara marocchino e tutti gli sforzi di integrazione economica e di sicurezza a livello della regione del Maghreb arabo.

Fornitore/Fonte : Libération


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